Panoramica

Cenni Storici

La storia
La storia del nostro villaggio ha origini assai più remote, ma in base a documentazioni di carattere ufficiale riteniamo opportuno iniziare con una citazione di Gregorio da Tours tratta dal libro "Storia dei Franchi" scritta nel 594, in cui lo stesso parla di una colonna di soldati merovingi in lotta contro i longobardi "ove esiste uno stagno, che chiamano Ceresio, dal quale esce un piccolo ma profondo fiume".
Un dato sicuramente attendibile per dimostrare l'esistenza di una comunità nella nostra zona c'è fornito da un certo "Vuarino" che si definisce "de vico Ponte Tresa" in un documento vidimato a Lugano nell'875 dal notaio Gundovaldo di Agno.
Al Ponte giungeva dalle zone italiane la famosa "strada regina", diretta a Bellinzona. Questa via è percorsa nel 1186 dall'imperatore Federico Barbarossa proveniente dalla Lombardia e diretto in val di Blenio. Sul Ponte della Tresa transitano eserciti ducali dei Visconti e degli Sforza: i primi vincitori ad Arbedo nel 1422, gli Sforza sconfitti a Giornico nel 1478.
Nel 1499 trecento guasconi capitanati da Francesco Triulzio passarono la Tresa per occupare in nome del re di Francia Luigi XII il castello di Lugano, fatto costruire da Ludovico il Moro nel 1498.
A cavallo del primo e secondo decennio del 1500 da ponte Tresa passa gran parte delle milizie svizzere impegnate nelle campagne d'Italia e culminanti con la sconfitta di Marignano che, come noto, determinò un radicale mutamento della politica dei cantoni confederati.
Nel 1518 si riuniscono a Ponte Tresa i delegati svizzeri e francesi per l'esecuzione di un articolo della pace perpetua di Friborgo del 1516. Nel periodo di sudditanza ai 12 cantoni (1512/1798) il villaggio di Ponte Tresa è, se non il più importante, uno dei maggiori posti di transito delle merci che la Confederazione manda al sud e viceversa. Un fatto curioso, ma che avvalora l'importanza di Ponte Tresa in questo periodo è dato dal modo in cui sulla bella carta (Landvogtien Lugano ind Mendris) realizzata da Conrad Finzler nel 1786, ponte Tresa è indicato nello stesso ordine di importanza di Chiasso, quasi come Mendrisio!

Il Ponte
Dal ponte ha preso nome il villaggio raccolto sui fianchi e alle falde del promontorio dei Mondini. Ci è dato intuire, da alcune citazioni di Gregorius Turonensis, che già all'epoca dei Longobardi esistesse perlomeno un passaggio fra le due rive. Il primo documento conosciuto con diretto e preciso riferimento al ponte è esplicito nel dare allo stesso una chiara importanza militare.
Nei primi mesi del 1477 la camera Ducale di Milano intimava al Capitano di Lugano "per interesse del nostro stato" di obbligare i guastatori "ad regare et conzare esso ponte in quello modo che era prima, et in tal modo che bisognando possano per quello passare la nostra gente d'arme".
La Tresa è di quei tempi un fiume di estrema importanza strategica per il Ducato di Milano e manterrà questa condizione per almeno altri quattro secoli: basta ricordare che alla metà del XIX secolo il maresciallo Radetzky farà pressioni a Vienna perché il Cantone Ticino ceda, tra l'altro, Ponte Tresa Svizzera al Lombardo-Veneto.
A cominciare dal secondo decennio del cinquecento (1513) transita sul ponte la maggior parte del bestiame acquistato dai mercanti lombardi alle fiere di Lugano e di Agno (la "fiera grossa" di Lugano si teneva nella prima quindicina di ottobre e godeva fama europea). A Ponte Tresa Italia esisteva allora per questo bisogno numerose stalle e rimesse.
Nel Medio Evo il ponte era regalia dell'arcivescovo di Milano, che l'alienava solo nel XVI secolo. Una sentenza del 1571 liberava la Comunità di Lugano dal pagare il pedaggio sul ponte, tanto per le persone quanto per le bestie. Nel 1584 i sindacatori dei 12 Cantoni Sovrani, riconoscono Bernardino Gasparino, padrone e beneficiario del ponte.
Le tariffe fissate sono le seguenti: "un pedone, duoi quattrini: un cavallo o bestia grossa un soldo imperial: bestie minute come pecore e capre, soldi venti imperial per cento".
L'anno 1667 i consorti del ponte sono: Stoppani brazza 58, Crivelli brazza 22 1/4 , Righetti Franceso 27, Chiesa Parrocchiale 4. Nel 1803 tutti i diritti sul ponte passano alla neonata Repubblica del Cantone Ticino.
Il 29 novembre 1843 il Gran Consiglio approva la costruzione di un nuovo ponte essendo quello esistente "malagevole e insicuro". L'opera viene appaltata nell'agosto del 1845 ad Antonio Rusca di Rancate. L'imprenditore si rivelerà "scarso di cognizioni e di mezzi", per cui i lavori saranno proseguiti dall'ispettorato delle strade sotto la guida specifica dell'ing. Sebastiano Beroldingen e dell'assistente ing. Pasquale Lucchini.
L'opera sarà ultimata nel dicembre 1846 (costerà circa 46'000 Lire Milanesi). Solo nel 1963 sarà abbattuto, dopo la costruzione di quello attuale. Con la costruzione dell'attuale ponte si provvide a dar sistemazione al primo tratto del fiume Tresa il che eliminò l'inconveniente di periodiche inondazioni ricordiamom quelle del 1896 e 1951 particolarmente disastrose. La nuova costruzione indubbiamente più funzionale del vecchio ponte ha però modificato l'aspetto paesaggistico del nostro villaggio.

La chiesa
La chiesa è dedicata a S. Bernardino da Siena.
Alla fine del 1500 la chiesa aveva due navate: la media e la laterale e settentrione dove era l'altare dei SS. Rocco e Sebastiano. Nel 1609 la vicinanza ottenne dal Vescovo che il reditto di certi legati venisse applicato alla fabbrica della chiesa di S. Bernardino, fino a che questa costruzione venisse ultimata. Sembra quindi che la navata della chiesa attuale risalga all'inizio del 1600; mentre il coro è costruzione della seconda metà del 1700 (così dagli atti di visita, 1755, del vescovo Peregrini, delegato alla visita dal vescovo diocesano Neuroni).
La cappella, fatta costruire da Ambrogio Crivelli (Cribellorum Sacellum) nella metà del 1600 fu dedicata a S. Antonio da Padova; venne restaurata nel 1933 dal pittore Aldo Crivelli, del medesimo casato.